“It’s
Rock’n’Roll” dice Marc Ford. Vorrei soffermarmi considerando il peso di queste parole.
Sinceramente, l’intera carriera di Marc Ford,
non può essere
addi-
zionata nei complicati contesti sepolti in
una simile afferma-
zione;
e come nei migliori chitarristi, è una
carriera riempita da una sincera contraddizione,
una parte di narcotica beatitudine
e una parte
primitiva, agitata dal bisogno.
Molti musicisti trascorrono tutta la loro vita
imparando come modificarne l’intensità,
se sei abbastanza fortunato da possederla completamente.
Sulla soglia di una nuova carriera da solista,
Ford sembra abbia finalmente trovato la sua
figura. “Anytime
I Started pushing on this record, it started pushing back,” parla
del nuovo album Weary and Wired “So,
I Stopped pushing.”
Qualche
volta
l’evidente è sublime.
Come un musicista,
imparando a deporre il passato, tutto gli viene naturale.
Il particolare tocco di chitarra è un
marchio che lo rende unico e riconoscibile,
a volte il suo sguardo estraneo e distaccato
tradisce la tenacia ed il calore che mette
nei suoi assoli soul spesso confrontabili
a quelli di Hendrix, Clapton, Allman e
Page.
Molti chitarristi sono irradiati da
una tale compostezza e destrezza e,
probabilmente, è stata questa combinazione
a catturare l’attenzione di Chris
Robinson e The Black Crowes quando la band Burning
Tree formata da Ford, aprì il
loro concerto nel 1990.
“Tutte le mie conoscenze le trasformarono in un grande,
forte suono, erano nel movimento, e il cantante era proprio
bravo!” dice Ford.
Presto viene invitato da Robinson ad
una jam durante un’esibizione
dei The Crowes
“Ripensandoci
era già stato un
lungo corteggiamento” ricorda
“Noi
eravamo fans gli uni degli altri”
Dopo il suo primo ascolto di Shake
your Money Maker... “Quando
ascoltai per la prima volta il
CD stavo guidando e, d’improvviso
fermai l’auto! Mi piaceva,
Oh mio Dio ascolta come canta!
Canta come io suono la chitarra!”...non passò molto
tempo che gli venne chiesto di unirsi alla band e l’impatto
fu immediato.
Ford e The Crowes andarono in tour
per il globo e vendettero milioni di
album così come, molto probabilmente, la
più potente e rilevante Rock and roll band delle ultime
due decadi, con un punto di riferimento così,
produsse The Southern Harmony and Musical Companion,
Amorica e Three
Snakes and One Charm.
Ford fu proclamato dai fans e dalla
critica come il catalizzatore d’emergenza nella scena di questa jamband della metà degli
anni ‘90, una scena che aveva
immagazzinato la band e Ford un cult-like,
conseguente a quello che tuttora esiste
ai nostri giorni.
Inevitabilmente, le alte atmosfere
delle celebrità del
Rock’n’Roll, cominciarono
a dare inizio per Marc alla foschia
di indifferenza.
Durante i suoi ultimi due anni nella
band. “Non
ero più lì spiritualmente
e mentalmente,” dice
“Avrei
dovuto essere carino ma di questo
evidentemente non me ne preoccupavo.
Non mi ero mai sentito così suonando.”
Immediatamente, dopo essere stati in prima linea al Furthur
Festival nel 1997, lasciò The
Black Crowes in una fenditura che parve
irrevocabile.
Emerse meno con il suo nuovo
progetto chiamato “Federale”;
essi affrontarono le possibilità cadendo
attraverso etichette di poca importanza.
“Noi eravamo l’ultima
band senza un contratto” ricorda “Dissero,
Buone canzoni ragazzi ma avete bisogno di un nuovo Limp Bizkit!” come
Ford aggiunse “Questo fu la fine
del progetto”.
Nel
2000 formò i Blue Floyd con
l’arrivo
di Allen Woody dei
Gov’t Mule.
Un progetto che inizialmente partì come
un modo per due amici di stare insieme
e suonare musica “Nel ’96 (the Crowes) andammo
in tour con i Gov’t Mule e
Woody e io diventammo stretti amici,” dice
Ford “Lui
voleva sempre suonare con me, così pensammo di avvicinarci
con alcune canzoni dei Pink Floyd messe in un contesto blues.
Questa fu l’intera ragione dell’unione
della band.”
Iniziammo, con la scusa di scalare
velocemente le jam, con l’aggiunta
del batterista Matt
Abts, il tastierista
Johnny Neal e il bassista Berry
Oakley.
I primi shows dei Blue Floyd divennerro
noti per la spontaneità,
l’epica lunghezza e le psichedeliche
jams che, spesso, scioglievano le menti
con esibizioni in eccesso di tre ore.
Dopo i primi due anni e la morte di
Allen Woody, la band continuò la
sua rotta “Eravamo
una cover band” ammette
Ford, “ma alla fine diventammo
dei forti felini. Allen Woody fu un grande uomo.”
Negli ultimi cinque anni,
dopo aver lasciato The Crowes, Ford scrisse
le canzoni che divennero il suo primo
album da solista nel 2002 “It’s
About Time”. Cercò sé stesso ad una svolta così come
ricercò un nuovo suono, celebrando
la sua figura per la prima volta
nella sua carriera.
“A quel tempo rappresentavo chiunque sapesse chi
ero e cosa potessi suonare,” disse “feci
questo per 6 anni (nei The Crowes) così,
dopo averlo lasciato, avevo queste
canzoni a cui stavo lavorando e su
cui volevo veramente concentrarmi”.
Il risultato fu uno spirituale ma continuo
sforzo che mostrò la
sorprendente vivacità e diversità di
Ford come organico scrittore, permettendo
influenze come quelle dei pionieri
del country-rock Neil Young and the
Band che ne splendevano attraverso.
L’album include molti ospiti,
alcuni dei quali amici, incluso Allen Woody and Matt
Abts dei Gov’t Mule, Gary
Louris dei Jayhawks, Lenny
Kravitz chitarrista dei Craig
Ross e Ben Harper.
Harper dimostrò di essere un importante amico e Ford
decise di accantonare il suo tour con la band The Sinners,
accettando l’offerta come leader
guitarist nella sua
band, the Innocent Criminals, per un mondiale tour nel 2003.
Il tour ebbe uno schiacciante successo
come è documentato
nel DVD “Live at the Hollywood
Bowl” e, presto,
Ford trovò sé stesso
collaborando con Harper e The
Five Blind Boys of Alabama al
progetto gospel-blues “There
Will Be a Light”.
L’album vinse un Grammy nel 2005
come “Best
Traditional Soul Gospel Album”, così come
un award alla NAACP.
L’ironia non si perse in Ford “Non
troppa gente bianca ha uno di questi!” ridacchia
prontemente.
Cosa
accadde dopo la scioccante separazione
dai The Black Crowes sia a Ford che
hai suoi fans non è chiaro. “Era
l’ultima cosa, era veramente l’ultima
cosa nella mia testa,” parla
riguarda alla chiamata che ebbe al
ricongiungimento dei Black Crowes “Noi
abbiamo avuto un incontro, tutte le cose giuste sono state
dette, le scuse sono state fatte,” - “La
musica era sempre stata fantastica,
Così io figurai perché no? Se non
sei bravo, allora la musica non è buona, ma se lo
sei, allora è GRANDE!” e
con questo, i Black Crowes tornarono
indietro.
Ford e The Crowes si riunirono
sullo stage e, come in un sogno, immediatamente
si imbarcarono nel “All
Join Hands” tour nella primavera
del 2005.
Gli shows erano universalmente considerati
come un trionfante ritorno alla forma,
e le cinque elettrizzanti notti al
Fillmore in San Francisco furono registrate
la stessa estate e prodotte come il
quinto concerto live in DVD della band “Freak ‘n’ Roll...into
the Frog”.
Quasi completamente in tour tutto l’anno successivo,
Ford capì la sua recente ricerca della sobrietà e
rilasciò al chitarrista la sua intera carriera, fu
lentamente messo in pericolo dall’incessante viaggio
e, come in un sogno dove uno alla fine deve svegliarsi, suonò l’ultima
volta con i The Crowes al Red Rocks Amphiteater nell’estate
del 2006.
Con la mente limpida e il corpo intatto,
reclutò i
primi ardenti compagni Mark “Muddy” Dutton e
Doni Gray, iniziando a lavorare al Weary
and Wired, il lungo
lavoro che seguì It’s
about Time del
2002. Mentre il suo primo lavoro è ancora
concentrato sulla sua apparizione come
compositore, Weary
and Wired solidifica lo stato di
Ford come uno dei primi chitarristi
rock‘n’roll,
in caso qualcuno se lo sia dimenticato.
Lo stracciato e frastagliato licenziare,
che cosparge questo album come una
raffica di fucile, è la firma
di Marc Ford. Le sfumature della regione
di “It’s About Time” non sono in
nessun luogo per essere stati trovati e, i suoi sicuri suoni
sono molto più legati di prima. “Definitivamente
questo lavoro ha un’anima,” ammette “Mi
sento come una band che suona dal vivo in una stanza,” che è esattamente
il modo in cui molti dei suoi album
sono stati registrati.
“Per
un attimo sono stato sobrio e, suonando
al di fuori, totalmente concentrato
e più forte che mai,...” Ford
rivela “...arrivai alla realizzazione
di tempo fa quando, ogni parte della
mia identità era avvolta nello stato
di chitarrista; la mia identità sale
e scende con gli avvenimenti,”
“Finalmente ho capito, non
suonerò mai più la
chitarra se non lo vorrò, perché questa è l’unica
soluzione se non mi si manifesta, io non sono il suo schiavo – voglio
solo fare qualcosa. Posso prendere
questa energia e metterla nella musica
o posso metterla in ogni posto io voglia!”
Parte
di questa energia è stata messa nella produzione,
un altro talento per il quale velocemente ne è venuto
a conoscenza. Recentemente ha prodotto album per
The Pawnshop Kings and Ryan Bingham, e ha creato una lista di attesa nel caso decidesse
di dedicare molto del suo tempo dietro ad un tavolo. Fortunatamente
per i suoi fans, Weary and Wired è dove
la sua energia si concentra in questi
giorni.
Ford ritorna ad un definitivo
tema nella conversazione “Non suono musica rock. È Rock‘n’Roll,” chiarisce “The roll è dove c’è blues, gospel,
swing. È ciò che
senti.”
Chiamalo
come vuoi ma lui è il
distinto Marc Ford.
Line-up Marc FORD (USA) - Guitar, vocals
Elijah JAMES (USA) - Second guitar
Mark Ugolini DUTTON (USA) - Bass, keyboards
Dennis Charles MOREHOUSE - Drums
Dopo aver lasciato i The Crowes definitivamente, Ford
scrisse le canzoni che divennero il
suo primo album da solista “It’s About Time”. Con questo
album cercò sé stesso ad una svolta così come
ricercò un nuovo suono, celebrando la sua figura
per la prima volta nella sua carriera. Il risultato fu
uno spirituale ma continuo sforzo che mostrò la
sorprendente vivacità e diversità di Ford
come organico scrittore, permettendo influenze come quelle
dei pionieri del country-rock Neil
Young and the Band che ne splendevano attraverso.
L’album include molti ospiti, alcuni dei quali
amici, incluso Allen Woody and Matt
Abts dei Gov’t
Mule, Gary Louris dei Jayhawks, Lenny
Kravitz chitarrista
dei Craig Ross e Ben Harper.
WEARY AND WIRED(2007)
By Blues Bureau/Provogue Records BV
Weary and Wired solidifica lo
stato di Ford come uno dei primi chitarristi rock‘n’roll.
Lo stracciato e frastagliato licenziare, che cosparge
questo album come una raffica di fucile, è la
firma di Marc Ford.
“La sfumatura vocale di Ford,
in alcuni pezzi, evoca quella di Chris Robinson come
ritroviamo alcune improvvisazioni assimilabili ai The
Crowes. Molte influenze prevalgono in questo cd come
l’evidente vibrazione
punk nell’apertura di “Feat
herweight
Dreamland” e
la presenza di Neil Young in “Smoke
Signals”.
Tenendo presente che sono solo paragonabili influenze
di cui sto parlando, rispetto a questo album che è una
completa essenza di Marc Ford.
“Don’t Come Around” inizia con un
lento, smorzato tocco della chitarra molto famigliare,
mentre l’nteresse si sposta verso una sottile
atmosfera Deep Purple. “It’ll Be Over
Soon” è un
vibrante country rock della vena americana di Gram
Parsons e Steve Earlie. Esuberanti linee di guida,
una sezione di ponti colorati e ripetitivi riffs, memori
dei grandi del passato, lavorano insieme per creare “1000
Ways” che è la quintessenza del Rock.
La guida solista è estremamente suggestionabile
a Clapton nello stile e nel tono. “Greazy Chicken” sono 6 minuti strumentali
di un energetico funk. “The same Thing” è un paludoso
e polveroso blues, coperto da caldi toni di chitarra.
Weary and Wired è una straordinaria collezione
di canzoni che mostra Ford nella sua vera indole, differente
da quella che i fans conoscono ai tempi dei The Black
Crowes.
La grande qualità di questo lavoro è la
pura essenza del Rock’n’roll.” tratto da una recensione di Brian D. Holland
in collaborazione
BURNING TREE(1990)
By Epic Records Album realizzato quando Ford faceva parte della
band Burning Tree che lui stesso aveva formato e che
aprì il concerto per i Black Crowes nel 1990.
THE SOUTHERN HARMONY
AND MUSICAL COMPANION(1992)
By American Recordings
Album prodotto quando Ford era membro dei The Crowes
e la band era la più potente e rilevante Rock
and roll band delle ultime due decadi.
AMORICA (1994) By American Recordings
Prodotto negli anni in cui Ford era parte integrante
dei The Crowes
THREE SNAKES AND ONE CHARM(1996)
by American Recordings
Prodotto negli anni in cui Ford era parte integrante
dei The Crowes
LIVE AT THE HOLLYWOOD BOWL(2003)
by Virgin Records Us
Ford decise di accettare l’offerta come leader
guitarist nella band di Ben Harper, the Innocent Criminals,
per un mondiale tour nel 2003. Il tour ebbe uno schiacciante successo come è documentato
nel DVD e nel CD “Live at
the Hollywood Bowl”
THERE WILL BE A LIGHT(2004)
by Virgin Records America
Ford trovò sé stesso collaborando con
Harper e The
Five Blind Boys of Alabama al progetto
gospel-blues “There Will
Be a Light”.
L’album vinse un Grammy nel 2005 come “Best
Traditional Soul Gospel Album”, così come
un award alla NAACP.
FREAK ‘N’ ROLL... INTO THE FOG(2006)
Eagle Records
Ford e i The Crowes si riunirono sullo stage imbarcandosi
nel “All Join Hands”tour nella primavera
del 2005.
Gli shows erano universalmente considerati come un trionfante
ritorno alla forma, e le cinque elettrizzanti notti al
Fillmore in San Francisco furono registrate la stessa
estate e prodotte come il quinto concerto live in DVD
e CD della band “Freak ‘n’ Roll...into
the Frog”.
Copyright@2009 Slang
Music s.r.l - All rights Reserved
via San Francesco, 3 - 25075 Nave (BS) - tel. +39 030 2531536 -
P.IVA/C.F./Registro Imprese di Brescia 02748160989
REA BS - 475195
- Capitale sociale €10.000,00 Web designer: Corini Stefania