James Hunter
from Colchester (England)




“An overnight success that’s taken 20 years...”

Così James Hunter descrive la soddisfazione per il successo e l’acclamazione del suo album People Gonna Talk del 2006. Registato per l’etichetta GO Records/Rounder e nominato per un Grammy,  è il frutto di ben due decadi di perfomances e produzioni nella nativa Gran Bretagna di questo grande cantante, compositore e chitarrista.

In ausilio all’album, James e la sua affiatata band si sono esibiti dappertutto, dai più piccoli club fino all’Hollywood Bowl e in supporto a grandi artisti quali Aretha Franklin, Los Lonely Boys, Boz Scaggs, e Van Morrison. Il piacevole R&B di
People Gonna Talk, influenzato dagli echi di Sam Cooke e Jackie Wilson, è diventato un importante elemento nelle programmazioni delle più influenti stazioni radiofoniche nazionali e si è guadagnato la definizione di “a treat not to miss” dalla rivista Rolling Stone.
Attraverso gli anni ha raggiunto la Top Ten come “Best Albums of 2006” così come è stato definito da Mojo, il critico pop di USA Today, Ken Barnes, e dagli ascoltatori della WFUV/New York giusto per citarne alcuni; è stato nominato al Grammy Award come Best Traditional Blues Album e ha regato a James la nomina come Best New/Emerging Artist per l’annuale Americana Music Awards nonché la definizione di “extraordinary soul voice” dal The Los Angeles Times.

Non c’è da stupirsi che il suo secondo album, The Hard Way (uscito a Giugno 2008), sia stato uno dei più attesi. In termini sia di ispirazione che citazione James ha preso molto dalla musica del passato, così come è stato il primo ad ammetterlo, il suo infettivo sound e gli inventivi testi, fortunamente senza un’imitazione servile o nostalgica, hanno avuto una grande risposta dal pubblico.

Tutte i testi sono stati scritti interamente da Hunter così come tutte le basi che sono state prodotte da lui e la sua band proprio come in
People Gonna Talk, ma ora la sua palette strumentale è più ricca, gli arrangiamenti molto dettagliati e la sua voce è molto più potente e ricca di nuance mai ascoltate prima.Abbiamo espanso il nostro groove” dice “in due opposte direzioni simultaneamente.”

Da un lato abbiamo un sound molto sofisticato, un po’ elegante. Il nostro sassofonista tenore Damian Hand e il batterista Jonathan Lee” – entrambi  collaboratori di Hunter da ben 18 anni, o più – “hanno fatto tutti gli arrangiamenti e incrementato la strumentazione con elementi come il vibraphone che ritroviamo in brani con “
Tell Her” and “Ain’t Goin’ Nowhere”.
L’introduzione, allo stesso tempo, è molto cruda ma di grande effetto, un poco selvaggia. Sentivo questo nell’album precedente, dove eravamo un poco costretti. Questa volta abbiamo potuto permetterci di perderlo un po’.”

Questi sviluppi nel sound sono caratterizzati dal personale progresso di James come compositore, le ispirazioni della vita reale e le emozioni che imprimono le sue naturali abilità di scrittura incentivano anche la sua passione e dedizione nel canto.
Un sacco di canzoni sono composte  da più elementi, come  il brano “Carina”, Carina esiste ed era la mia ragazza ma, in verità, People Gonna Talk parla molto di più di lei che questa canzone che prende il suo nome...
“...Jacqueline, tuttavia, che ho scritto per mia moglie, e i cui sentimenti espressi sono letteralmente ciò che sento, è una particolare eccezione dove il vero nome implica la verità!”
“...Il conosciuto stile di Bobby Bland in “
Don’t Do Me No Favors” emerge da una vera vicessitudine quando qualcuno mi prestò dei soldi nel momento di vero bisogno e, io mi sentii veramente in colpa per questo. Metà canzone esprime una sorta di negazione di questo mentre l’altra metà ammette la verità…”
“Questo senso di ambiguità mi rende consapevole che sto migliorando le mie capacità, è molto importante per me poter dare più di un punto di vista nelle canzoni perché molte volte le persone non giudicano da sole sui proprio sentimenti ma si basano solo sui fatti che gli vengono esposti.”

The Hard Way è stato prodotto, registrato e mixato da Liam Watson al suo Toe Rag Studios in Hackney, East London dove James e la band hanno lavorato a pieno ritmo.

Abbiamo inciso tutte le canzoni dal vivo ed è stato un bel lavoro,” sottolinea Liam Watson. “Non vuoi mai che questo tipo di musica sia troppo pensato, non vuoi porre troppo attenzione ai particolati.” Aggiunge James: “Abbiamo rifatto i pezzi molte volte, non si è trattato di un album riuscito alla prima, ma il risultato sono state delle vere e proprie performances…avendo avuto troppo tempo per estrapolare le cose e poi reinserirle questo ci ha reso compiaciuti di noi stessi. La pressione della registrazione dal vivo è molto più eccitante che scorraggiante.”

Mentre People Gonna Talk è stato molto gratificante per la sua carriera, la positiva critica della stampa e le numerose vendite, con The Hard Way James ha avuto delle soddisfazioni personali quando musicisti, da sempre lui ammirati, gli hanno dimostrato rispetto e gratitutide allo stesso tempo, tra questi il leggendario produttore e compositore Allen Toussaint che, dopo aver assistito ad un suo live show al Joe’s Pub di New York, si è poi presentato nel backstage durante gli American Awards di Nashville e, con grande stupore, ha accettato di volare in Inghilterra e partecipare alla realizzazione del disco, lo ritroviamo così in “The Hard Way” e “Believe Me Baby”, dove è molto distintivo il suo stile al piano acustico e la sua riconoscibile voce e, con il piano elettrico in “Til The End”.
Dello stile della vecchia scuola di Watson/Hunter, Allen dice “Il metodo è superbo, vorrei dire nostalgico ma non è veramente così perché tutto è molto vivo e presente…tutti gli strumenti e le canzoni sono un’unica melodia, mentre stai suonando non stai eseguendo una traccia ma qualcosa che va oltre

The Story So Far

James Hunter nasce a Colchester, Essex il 2 ottobre del 1962 da una famiglia di classe operaia.
Non è la stessa cosa che nascere con il blues di Alabama ma, in Inghilterra, qualunque posto a sud di Watford può essere considerato Alabama!” sottolinea “negli States c’è la Mason-Dixon Line mentre in Inghilterra abbiamo il Watford Gap

Le sue prime influenze sono una collezione di ben 78 dischi di Rock’n’Roll e R’n’Blues degli anni ’50 donatogli da sua nonna e suo fratello Perry, “l’unico responsabile per me del mio apprendimento alla chitarra” (Perry Hunter diventerà un bravo chitarristica acustico esibendosi regolarmente nel circuito dei folk clubs di Midlands).
La sua passione per la musica degli anni ’50 e ’60 non si è mai affievolita così come il suo incessante lavoro per 7 anni paragonabile ad un fitto e costante segnale inviato in Colchester dove, proprio al Colchester Labour Club si esibisce e forma la sua prima band.

La sua prima canzone dallo stile di Muddy Water, “
Evil Eye è composta nel 1984 per una delle più rockabilly compilation intitolata Dance To It.
Nei dieci anni seguenti realizzerà 3 album: Howlin’ Wilf & the Vee-Jays il suo debutto da solista, il primo realizzato per la Ace Records,
Believe What I Say che vanta le apparizioni di Van Morrison e Doris Troy e Kick It Around prodotto da Morrissey e Boz Boorer nel 2001 con l’etichetta tedesca Ruf Records.

Nei primi anni novanta Van Morrison, incuriosito dalle lodi da parte di un fan delle doti di Hunter come strepitoso cantante R’n’B, si presenta ad un suo concerto a Wales, arruolandolo poi come corista per un lungo tour nonché per lavori in studio, James appare così nel live album di Morrison A Night in San Francisco (1994) e in Days Like This (1995).

Ma, nel 2003, ormai 41enne, si ritrova senza un contratto o un concerto, il sogno di una carriera musicale scompare rapidamente.
Mi ritrovai in un periodo particolarmente nero, fui costretto a lavorare attraverso delle agenzie. Fu terribile. Scoprii che suonare per le strade di Londra era meglio, le ore trascorrevano piacevolmente, la paga era migliore e il crack era una grande compagnia.”

Fino a che, nello stesso anno, Steve Erdman, grande fan di Hunter da ben 20 anni,  e la sua compagna Kimberly Guise, fondano la GO Records per produrre il nuovo album di Hunter, People Gonna Talk con il quale sopraggiungono interviste, trasmissioni radiofoniche, awards nomination e un sacco di ingaggi.
Il solo scopo della compagnia era di permettermi di produrre il mio nuovo lavoro” dice Hunter. “è stato straordinariamente carino da parte loro

Con The Hard Way, del 2008, fa un grosso passo avanti verso il suo posto nel pantheon del popsoul accanto a Sam Cooke e Jackie Wilson, Charlie Rich e Van Morrison, come sempre modesto e disponibile dichiara al The Boston Globe: “La storia [del rhythm & blues] è così ricca con grandi cantanti e musicisti. Ho solo cercato di connettermi ad essa provando a fare musica che parli di amore, sentimento e sofferenze, tutte le cose che danno vita e movimenti alle canzoni del mio lavoro.

A casa, in tour e in studio James Hunter raramente si muove senza la sua videocamera.
Adoro fare filmati e riprendere tutto non solo riguardante me ma anche altre persone. Ho sempre la telecamera con me perché, quando un giorno tornerò a Colchester, potrò provare che tutto quello che dico è vero!”

sito ufficiale: www.jameshuntermusic.com

Line-up:
James HUNTER - Guitar and Vocals
Damian HAND - Tenor Sax and String Arrangements
Lee BADAU - Baritone Sax
Jason WILSON - Double Bass
Jonathan LEE - Drums and Percussion
Kyle KOEHLER - Keyboards


Discografia

trasparente

HOWLIN' WILF & THE VEE-JAYS (1986)
Big Beat



 
BELIEVE WHAT I SAY
(1996)
Ace Records


 
KICK IT AROUND (1999)
Ruf Records


 
PEOLPLE GONNA TALK (2005)
Go Records



 
THE HARD WAY
(2008)
Hear Music / Go Records




Collaborazioni

trasparente

A NIGHT IN SAN FRANCISCO (1994)
VAN MORRISON



 
DAYS LIKE THIS
(1995)
VAN MORRISON



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trasp
Ascolta il brano in Mp3!









 
 
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