
L’anno
scorso, la rivista “Blues
Revue” classificando
il cd di Andy J.Forest “Letter
from Hell”,
lo
ha definito come uno dei 15 cd che
in 15 anni hanno dimostrato che il blues è vivo
e si sta evolvendo.
Poliedrico artista, armonici-sta, cantante, chitarrista,
ma anche attore, testimonial pubblicitario, songwriter,
scrittore e anche pittore, vanta delle credenziali note-voli
nel suo curriculum.
Apprende le prime lezioni di armonica ascoltando dal vivo
Sonny Terry, Walter Horton, Charlie Musselwhite e Rod Piazza
quando era ancora un teenager.
Inizia però realmente a suonare a New Orleans nei
primi anni ‘70, esibendosi con James Booker, Earl King,
John Mooney, Antonie Domino, Billy Gregory e altri musicisti
locali con i quali da vita ai “Radiators
and the Subdudes”.
Inizia quindi la sua carriera professionale
all’età di
22 anni dimostrando un stile unico fin dagli inizi.
Le sue esibizioni dal vivo, molte
delle quali in importanti festival, gli hanno dato l’oppurtinità di aprire
i concerti per B.B. King (7 volte), Albert King, Albert Collins,
Canned Heat, Magic Slim, Robert Cray, Stevie Ray Vaughan,
Buddy Guy & Jr. Wells, Clarence “Gatemouth” Brown,
J. Geils & Magic Dick, Terrance Simieon, Otis Grand,
The Blind Boys of Alabama, Johnny Copeland, Roy Rogers, John
Hammond, Melvin Taylor, Duke Robillard e Johnny Winter. Nel
1989, al Montreaux Jazz Festival, B.B. King chiede la sua
presenza durante una jam session con Bobby “Blue” Bland,
Joan Baez (!) e Luther Allison; la stessa estate lo inviterà per
una jam con Jeff Healy al Pistoia Blues Festival, in Italia.
Andy ha l’opportunità di suonare anche con Champion
Jack Dupreee per un intero set e, con Otis Rush Band, mentre
vengono ripresi dalla televisione nazionale italiana (RAI).
Altri illustri musicisi hanno
avuto Andy sul palco con loro inclusi: Taj Mahal, Screamin’ Jay Hawkins, Matt Murphy,
James Cotton, Walter “Wolfman” Washington, Jimmy
Johnson, Sugar Blue, Willy DeVille, Louis Meyers, Johnny
Heartsman, Bernard Allison, The Memphis Horns, Johnny Shines
and John “Juke” Logan e anche molti festival
hanno contato la sua presenza.
Si è infatti esibito al New
Orleans Jazz and Heritage Festival una dozzina di volte dal 1983, al King
Biscuit Festival, Trois Rivieres, Ottawa Blues Festival,
Al Montreux Jazz Festival nel 1989, Cognac
Blues Passions, Antwerpe Parkblues Festival, Amsterdam
Blues Festival, Tamines, Beermem Blues Festival, More
Blues Festival, Gulf Shores Shrimp Festival, Lokerse
Feesten, Pistoia, San Remo, Nantes-Rendezvous dans l’Erdre,
Lugano Blues to Bop ‘94, ‘96 & 2000,
Sherbrooke Blues Festival, Windsor International Festival,
Montremblant and molti altri in Francia, Italia e Canada.
Andy diventa anche molto conosciuto attraverso la rete televisiva
mondiale, che trasmette parte dei suoi concerti, e delle
sue interviste, in occasioni importanti.
Due suoi concerti per il “Lugano
Blues to Bop Festival” vengono
ripresi dalla televisione nazionale svizzera nel 1994 e nel
1996; una famosa televisione canadese fa apparire Andy J
Forest Band sulle sue reti e anche la BBC trasmette Andy
per il “Jazz me Blue” e, per ultimo,
la rete televisiva italiana trasmette dei suoi pezzi in programmi
quali “D.O.C.”, Jeans,
Roxy Bar, MTV, Pickwick, San Remo Blues Festival e Ravenna
Blues festival con B.B.
King, Charles Brown e Tribute to Muddy Waters.
Non è solo un virtuoso dell’armonica ma anche
un fertile scrittore e un bluesman autentico, ha scritto
oltre 100 canzoni, la maggior parte di blues e definite da
un New Orleans Style, e ha disseminato nell’arco di
venticinque anni numerosi dischi.
Una discografia che testimonia bene la crescita di questo
musicista che alla formidabile tecnica strumentale unisce
grandi capacità espressive, ironia, forza comunicativa
e un carattere esplosivo: doti che sul palco rendono ogni
suo concerto un evento da ricordare.
Dopo essere stato nominato in
2 categorie per una breve storia e un poema al William
Faulkner Society Awards, Andy ha scritto una novella “Letter
from Hell”, la
storia di una blues band di New Orleans che finisce all’Inferno,
pubblicata nel febbraio del1999 in inglese, in italiano dalla
Pedragon e in francese dalla prestigiosa Gallimard Editions,
e accompagnata da un cd che ne è la colonna sorona.
La rivista Off Beat ha classificato 2 cd
di Andy come i “migliori” delle
produzioni della Louisiana nel 1999.
Dopo il popolare successo di “Sunday
Rhumba”,
Andy chiede un’altra volta a Anders Osborne di produrre
il suo nuovo cd “Deep Down Under
(in the Bywater)” registrato
per Appaloosa Records, nel quale ritroviamo delle canzoni
scritte da lui. Questo è un prodotto che si può definire “realizzato
con le sue mani”, ha fatto dei cori in alcune canzoni,
ha suonato la chitarra e il basso in un altro paio e anche
la batteria. Questo “live” registrato in studio,
ci riporta a i vecchi sound ma l’inclinazione delle
canzoni, sofisticamente e liricamente, si estendono ad un
territorio più fresco. “...le voci dominanti
sono quelle delle varie harmoniche di Andy con le quali si
schiera nella più alta destrezza” dice Keith
Spera, scrittore musicale per il The
Time Picayune.
Nel prossimo tour estivo presenterà il suo nuovo
album “Real Stories”, realizzato
interamente in America con il trio italiano e prodotto da
Anders Osborne.
Questo trio composto da Heggy Vezzano,
Luca Tonani e Pablo Leoni è la band migliore che
Andy abbia mai trovato in Europa, ormai sono “on the road” da
diversi anni, affiatatissimi, grintosi e precisi tanto da
potersi esibire in qualsiasi contesto.
Sicuramente riusciranno a coinvolgere anche il pubblico più difficile
ed esigente, ogni concerto è una riprova della loro
bravura.
sito ufficiale: www.andyjforest.com
Dicono di lui...
Blues
Revue lo definisce “l’uomo
dalle mille parole”.
John Swenson, della rivista Off Beat,
scrive di un sua performance “...indicendo
così al caos Andy spinge il party ai limiti fino
a che il suo corpo danzando veleggia sul palco...”.
Una recensione del suo cd “Blues
Orleans” inizia
dicendo “...le canzoni presentano
un sguardo intransigente alla vita di un musicista viaggiatore...anche
Forest dimostra la sua versatilità attraverso i temi delle sue canzoni
come la pazzia e il crescente invecchiare. Il suo stato lo
consegna come un qualcosa di struggente, che viene dal cuore.” “Uno
dei migliori armonicisti di New Orleans”.
Michael Cote of Blues Revue scrive di Sunday
Rhumba: “...eclettica
sensibilità” - “caratterizzato da
un eccelente harmonica e da costruite canzoni...”.
Gambit Weekly definisce Forest come “una
delle scene di molta esperienza e vita pratica”.
Ottawa’s blues, un periodico scrive “Le
esibizioni di Andy sono una magica harmonica...ogni suo
numero è veramente
divertente...la sua canzone Motel Blues Orleans è un
chiaro esempio di blues”.
Living Blues lo definisce “un
solido harmonicista”.
Blues Access “una
ricercata serie di avvincenti album...originali composizioni,
vigorosa vocalità e un harmonica virtuosa” “...una
calda harmonica” “...fuori dall’ordinario”.
Line-up:
Andy J.FOREST (USA) - Harp,
Frattoir, vocals
Heggy VEZZANO (I) - Guitars
Luca TONANI (I) - Bass
Pablo LEONI (I) - Drums, Percussions
Per saperne di più:
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